"Devi passare la palla" - NON NEI PRIMI CALCI #1

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Nella categoria Primi Calci il bambino attraversa una fase delicata:
il passaggio dall’egocentrismo alla capacità di cooperazione.

A 7, 8, 9 anni l’egocentrismo cognitivo diminuisce gradualmente e inizia a svilupparsi la capacità di considerare il punto di vista dell’altro.
Ognuno con i propri tempi.

Per questo motivo, nella stessa squadra, possiamo trovare bambini che hanno già sviluppato questa competenza — e quindi, tradotto in termini di campo, passano con maggiore frequenza — e altri che, piuttosto che passare, si scontrerebbero con un muro di avversari.

È una fase di transizione.
E personalmente la trovo affascinante.

Da un lato possiamo sfruttare l’onda dell’egocentrismo per sviluppare conduzione, dribbling e coraggio nell’iniziativa personale.
Dall’altro, progressivamente, cresce anche la consapevolezza del compagno, della collaborazione e dei vantaggi che emergono dal gioco collettivo.

I creatori dei contesti e delle esperienze siamo noi.
Senza obblighi. Senza imposizioni.

PROPOSTE PRATICHE

:speaking_head:Devi passare la palla!

Abbiamo parlato del perché, nei Primi Calci, sia meglio evitare di dire questa frase.
Che il passaggio non si impone, ma si scopre.
Che attraverso il gioco e gli errori il bambino capisce gradualmente quando conviene collaborare con il compagno.

Gradualmente.
Rispettando quello che in questa età è ancora un forte egocentrismo cognitivo, che piano piano lascia spazio alla consapevolezza dell’altro e alla cooperazione.

Ma quindi come possiamo insegnare la collaborazione tenendo conto di tutto questo?

Il concetto è proprio questo.
Nei Primi Calci non dobbiamo insegnare a collaborare.
Altrimenti basterebbe proporre rondos ad ogni allenamento (spoiler: non funzionano).

Dobbiamo invece creare contesti di gioco in cui i bambini facciano esperienze e possano riconoscere da soli quando nasce un vantaggio:
collaborare con un compagno oppure provare una giocata individuale.

Ti propongo 3 proposte pratiche, non tanto per le esercitazioni di per se, ma per i principi che possono essere applicati ovviamente anche con strutture diverse.

3vs2 CON FINALIZZAZIONE VELOCE
Per conquistare 3 punti bisogna segnare entro 4 secondi dopo aver superato la linea.
Dopo qualche tentativo di giocata individuale (1vs2), che inevitabilmente rallenta l’esecuzione, il bambino potrebbe riconoscere il vantaggio di collaborare con i compagni per avvicinarsi più velocemente alla porta e conquistare i 3 punti.
Nessun obbligo, nessuna imposizione.
Se scadono i 4 secondi e si segna comunque, il goal vale 1 punto.


2vs2 CON ASSIST DA DIETRO LA LINEA
Anche qui troviamo un punteggio bonus legato a una condizione.
In questo caso il goal vale di più se l’assist proviene da dietro la linea gialla.
Nessun obbligo, soltanto punti bonus.


2vs2 CON DIFENDENTE IN RITARDO
In questa situazione l’obiettivo è osservare se il bambino riconosce la possibilità di sfruttare il vantaggio del 2vs1 per segnare, mentre l’altro difendente sta ancora rientrando ed è in ritardo.


Le varianti possono essere tante: strutture, spazi e numeri possono cambiare.
Il punto non è insegnare ai bambini a passare la palla.
Il punto è creare contesti di gioco in cui la collaborazione diventa un vantaggio.
Senza obblighi.
Solo esperienze, errori e pazienza.

Ciao sono salvo piacere