Clicca qui per guardare il video su Instagram
Nel 2º capitolo della rubrica NON NEI PRIMI CALCI, tocchiamo insieme un altro tema a mio avviso molto importante:
L’importanza e la gestione dell’errore.
Girando tra i campi vedo spesso, purtroppo, che il risultato viene messo in primo piano.
Di conseguenza, l’errore da parte del bambino finisce per essere vissuto male da tutti: istruttori, genitori e spesso anche dai bambini stessi.
Se però consideriamo che l’obiettivo di noi istruttori sia insegnare, e non semplicemente vincere le partite, allora l’errore può diventare il nostro più grande alleato.
Perché senza errore non c’è apprendimento.
Entrando più nel dettaglio, l’insuccesso è un evento necessario per maturare esperienza.
È proprio attraverso le esperienze – e i continui adattamenti che ne derivano – che avviene il processo di apprendimento.
Pensiamo ad esempio a un bambino che impara a camminare o ad andare in bicicletta.
Quante cadute, quanti tentativi e quanti piccoli “fallimenti” deve affrontare prima di capire come adattarsi e trovare una soluzione efficace.
Lo stesso principio vale anche nel calcio.
Nel calcio possiamo distinguere due principali tipologie di errore:
l’errore di natura tecnica e l’errore di scelta.
Errore tecnico
È legato all’esecuzione del gesto: un passaggio sbagliato, uno stop imperfetto, un tiro che non riesce come previsto.
Durante l’attività, quando un gesto non riesce, il cervello confronta continuamente gli esiti delle diverse azioni.
Le soluzioni motorie che producono risultati più efficaci vengono progressivamente “selezionate” e consolidate.
In questo modo, attraverso tentativi ed errori, il bambino migliora la qualità delle proprie esecuzioni.
Errore di scelta
Riguarda invece la decisione presa in una determinata situazione di gioco.
Il calcio è uno sport open skill, cioè uno sport caratterizzato da situazioni sempre variabili, imprevedibili e complesse.
Per questo motivo il bambino deve imparare a leggere il contesto e ad adattarsi continuamente.
Anche qui l’errore ha un ruolo fondamentale: attraverso esperienze di scelta sbagliata il giocatore impara gradualmente a riconoscere soluzioni più efficaci nelle situazioni successive.
In altre parole, ogni errore rappresenta un’informazione in più che aiuta il bambino a comprendere meglio il gioco.
Tutto questo ovviamente necessita che l’errore venga gestito da parte dell’istruttore.
Non ignorato, non accentuato, ma gestito.


